
Andiamoci piano con le frasi inflazionate e ad effetto.
“Lascia andare”.
“Prenditi tempo per te”.
“Stai in contatto con te stesso”
“Non puoi avere il controllo su tutto”.
“Se non è successo si vede che non doveva succedere”.
E potrei andare avanti mentre sono certa che, ognuno di voi, potrebbe a sua volta riascoltare le voci nelle sue orecchie e magari aggiungerne. O, magari ancora, riflettere se e quando ha, a sua volta, pronunciato queste parole.
Ora mi spiego meglio.
Assistiamo ormai innegabilmente all’utilizzo di queste frasi spesso totalmente svuotate del loro reale significato e senso. Spesso applicate indistintamente a chiunque esponga un proprio problema, una propria sofferenza. Spesso prese a prestito da discipline olistiche che, se alle loro radici hanno filosofie profonde e potenti, traslate in un messaggio via whatsapp o sul marciapiedi di Via XX Settembre sono inadatte, diciamocelo. Passano dall’essere apparentemente sagge e profonde ad essere totalmente sbrigative e prive di personalizzazione ed efficacia. E a scatenare, potenzialmente, emozioni quali irritazione e rabbia!
Anche io a volte le utilizzo, ma a volte! E mai indistintamente come ogni medico può consigliare la tachipirina in caso di febbre a 39! Scelgo attentamente quando possono essere efficaci, quando un percorso arriva al punto per cui quelle parole vanno nel posto giusto come il pezzo di un puzzle. Quando la persona di fronte a me può trarre giovamento da quell’intuizione. Altrimenti il rischio di disconoscere e non autorizzare l’emozione che quella persona mi porta è altissimo.
Immaginate di avere davanti a voi una persona che vi sta raccontando di un grande dolore emotivo che vive. Io posso anche sapere che, camminando insieme, la persona potrà arrivare a leggere in quel dolore un significato, ma, appunto, dopo aver camminato un po’ insieme nell’elaborazione di quel dolore che può avvenire solo se prima lo abbiamo accolto.
Se voi siete doloranti e incontrate una persona che (pur in totale buona fede) vi dice “succede quello che deve succedere e che ha un senso” o “lascia andare” o “non puoi controllare tutto” ditemi la verità… potreste avere un moto di rabbia o no? E poi… la persona che pronuncia quelle frasi conosce così bene il percorso di chi ha davanti da sapere come si sente esattamente in quel preciso momento della sua storia e da sapere se quella frase gli sarà utile? Chi riceve la frase sente di avere ricevuto un ascolto empatico?
Come ben sappiamo viviamo in un tempo in cui degli articoli si leggono solo i titoli, dei paesaggi si coglie solo l’angolo migliore da postare e, a questo punto, delle filosofie si colgono solo le frasi che fanno “sbam” e aumentano i “like”.
Vi invito a riflettere su tutto questo.
La vita delle persone, di ogni persona, è un angolo sacro.
Cautela, cautela in ogni parola, in ogni passo.
