
Nel peregrinare in rete durante il periodo di lockdown sono incappata in un’iniziativa che ha immediatamente attirato la mia attenzione, un’iniziativa promossa da un giovane studio (giovane in tutti i sensi! Si tratta di una realtà nata da poco dall’unione di tre giovani donne, Gaia, Ilaria e Margherita) che si occupa di progetti editoriali. Un’iniziativa che aveva a che fare con le parole.
E io non potevo assolutamente scorrere oltre senza partecipare! Insomma, io con le parole ci lavoro e so bene quanto possano scendere in profondità e quanto di noi possano raccontare o celare. Si trattava di condividere sulla loro pagina Instagram le tre parole che più ci piacciono, ci risuonano, ci emozionano, ci incuriosiscono.
Insomma, nei giorni a seguire la loro pagina è stata inondata di parole: parole quotidiane, dialettali, originali.
E noi ci siamo conosciute. Ho contribuito alla condivisione di parole in rete e mi sono davvero complimentata con sincero entusiasmo per l’iniziativa.
E poi si sa, da cosa nasce cosa!
Io ho espresso il mio entusiasmo, a loro deve essere arrivato quanto io investa nelle parole che scelgo per lavorare con le persone ed eccoci qui.
Abbiamo dato vita ad un piccolo vocabolario di parole che, in un momento sociale così delicato e complesso, possono essere chiavi di accesso per contattare in noi l’energia e la predisposizione che ci servono per “ripartire”.
E attenzione! Non faccio riferimento al “ritornare come prima”. Faccio riferimento ad una nuova partenza. A quella che, se sappiamo cogliere gli infiniti spunti di riflessione che questo periodo ci ha messo sotto il naso, potrebbe essere una rinnovata energia.
Ecco qui il piccolo “vocabolario” nato in collaborazione con Eccetera Studio.
Ringrazio di cuore le ragazze per la collaborazione. Per il risultato in sé sicuramente ma anche perchè lo scoprire realtà e iniziative di questo tipo, più tenui, delicate e gentili rispetto al tanto vociare e fracasso in cui ci si imbatte troppo spesso in rete, mi fa ricontattare ogni volta quella parte di me che sa che è sempre possibile sperare! E a questo punto, con il nostro “vocabolario” in mano, avrete ben chiaro in che modo utilizzo il termine “speranza”!
