
Ed eccomi qui.
Sono mesi che penso a questa pagina.
Mesi che penso a come potrei curarla, a che contenuti mi piacerebbe veicolasse, secondo il mio modo di vivere la Psicologia.
Da dove partire? “Semplice” penserebbe la maggior parte della persone… Dal nome! Lo so, dovrebbe essere semplice! Nome, cognome e professione. Stop. Efficace, pulito, facilmente trovabile e intuibile. Eppure no. “Liana Cassone – Psicoterapeuta” in questi mesi non mi ha mai convinto e la pagina è rimasta un pensiero nella mia mente. Volevo che, oltre il mio riferimento, comparisse anche qualche parola che caratterizzasse maggiormente il mio modo.
Finché un giorno, andando in studio senza scooter e a piedi perchè pioveva, lasciando la mente vagare liberamente (le mie migliori pensate sono sempre nate mentre mi muovevo a piedi… Avremo modo di parlarne), ho elaborato a livello razionale la sensazione che vivo spesso con le persone che seguo, quel sentire che, anche quando il focus dell’incontro è su ansia, tristezza, trauma, rabbia, nonostante questo, in quell’ora insieme, è come se tutto rimanesse fuori dalla porta. È come se tempo e spazio subissero un cambiamento: il fuori con la sua velocità, i suoi problemi, i suoi tempi viene affiancato da una “bolla” che crea uno spazio con ritmi e tempi diversi. Ed è così che, in automatico, sono arrivate alla mente le parole “E tutto il mondo fuori”. In un istante ho capito quale fosse l’espressione che volevo rappresentasse la mia pagina. Un’espressione che sa di me per indicare la sensazione che sento quando, con una persona, entro nello spazio terapeutico e sono “tutta lì”. Insomma, è il mio personale modo di chiamare la modalità assolutamente unica, e mai ripetibile, in cui si incontrano due persone in una relazione verso il cambiamento. Dentro la loro “bolla”.
Benvenuti su questa mia pagina!
